IMMAGINI VAGANTI

Pubblicato il da stefy.stefy

IMMAGINI VAGANTI

Era seduta sul divano; aveva le gambe incrociate, la maglietta bianca, quella un po' larga,  con una scollatura a forma di V, però,  sia davanti che dietro e che le scendeva sulla spalla sinistra. Le piaceva ed era comoda e fresca, ma finiva sempre sotto le altre cose, nel cassetto "delmimettolaprimacosachetrovo" , così non la metteva quasi mai, perché non la trovava mai per prima.

Sgranocchiava carote, perché aveva fame, ma quella fame finta, bramosa, un po' chimica, di quella chimica emotiva, che non si sazia con il cibo e non si placa masticando.

Ma lei masticava lo stesso.

Da fuori, intanto una folata di vento fortissimo, entrando, aveva fatto volteggiare e cadere le fotografie appese al filo per i panni tirato sopra la televisione e aveva risucchiato le tende, come un'onda del mare che si ritrae, prima di andare a scagliarsi ancora.

Era corsa  a chiudere le finestre e, con l'aria, aveva chiuso fuori anche i rumori che in estate affollano gli ambienti della casa - le macchine che passano, gli uccelli che cantano, i cani che abbiano e le persone che parlano o gridano, le canzoni suonate negli altri appartamenti, le pentole e i piatti o gli aspirapolvere, i trapani che fanno buchi-  e che mischiandosi disgregano l'assordante silenzio. Ma con le finestre chiuse, in attesa del violento scroscio d'acqua, il rumore del silenzio inghiottiva l'intorno,  dilagando, come se schiacciasse i timpani nel sordo rimbombo del vuoto. 

In lontananza arrivavano i tuoni, che seguivano i lampi. Era presto, ma era già sera fuori. E  lei beatamente si appagava del senso di protezione che a breve avrebbe avvertito, perché lei era dentro casa al sicuro, mentre fuori si scatenava il diluvio.

Era Il caffè, che anche se non le piaceva molto, se non concludeva il pranzo, le lasciava una sensazione di incompletezza. Ma il pranzo era finito da un po' e  lei non aveva preso il caffè.

Si era stesa, perché mille e mille serpentelli stilizzati si intersecano, assembrandosi nella sua mente,  da contagio rimuginoso e sfinendo le sue forze. Era in attesa  che fermandosi in immagini vaganti che attanagliano la ragione, le dessero sollievo:

1-  le frittelle  al forno di zucchine e patata, che sfrangiate nella grattugia e mischiate con pan grattato e uova, formano delle informi astronavi, dai contorni frastagliati, perfette per un pic nic sul parto, dopo una passeggiata. Da mangiare con le mani e accompagnate da un fresco vino bianco, senza bollicine. I piedi scalzi e una gonna lunga e ampia, un plaid su cui sedersi. Un cappello a falda larga e una compagnia almeno, con cui confidentemente sorridere alle mille parole dette,  sciolte dalla convivialità dell alcol mischiato al caldo. Il parco 

2- L aria che scompiglia i capelli, che opprime l udito, che disperde i profumi, che attraversa dove  finisce il corpo e si appoggiano le braccia, che pulisce i pensieri sparpagliandoli, che aumenta all'aumentare della velocità, che non ti fa sentire, che ti fa urlare, ma che ti rende liberato. La moto

3- L'odore della carta che entra nelle narici e le punge, i colori delle copertine e il disordine della moltitudine organizzata in scaffali geometrici, che disegnano corridoi, l eccitazione di dover scegliere cosa o chi ti porterà verso l'infinito, nel gioco del "unodeituoilibriloscegloioeunodeimietu". La libreria 

4- una stanza, uno stereo, un tappeto per sedersi per terra, in mezzo alle casse e il suono,  quello del "sentiquesta" , nel gioco del cerco di indovinare qualcosa che non conosci ma che so ti piacerà. La musica 

Illuminata  dalla serenità che le scendeva dopo la sua medicina, che ripristinando la calma mentale,  la riportava ad immagini vaganti  e la distoglieva dalle nere ombre che normalmente tenevano in ostaggio la sua mente, facendola aggrovigliare su se stessa nella chiusura completa di una protezione blindante, si chiedeva se fosse  meglio essere illuminata o illuminante, ma preferì smettere di farsi domande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con tag ARTICOLI

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post