LE STAGIONI DELLA VITA

Pubblicato il da stefy.stefy

Era primavera e tutto stava fiorendo. Gli alberi ancora spogli germogliavano, l’aria ancora fredda non era così pungente.  Come gli animali che escono dal letargo, così anche Andrea abbandonava con più piacere la coperta sul divano e il soggiorno caldo, dimenticava la sciarpa e il cappello e riiniziava ad uscire per il solo piacere di passeggiare.

Cosi ogni tanto si fermava nel parchetto  vicino casa con il suo libro per  far passeggiare il suo cane.

Un giorno sulla “sua” panchina trova un libro dimenticato o forse lasciato (uno dei libri in viaggio per il mondo attraverso il book-crossing forse). lo guarda e lo lascia lì.

Qualche giorno dopo trova un cappello, lo sposta e si siede.

La settimana successiva trova una sciarpa appoggiata, la prende e nel ripiegarla fa cadere un biglietto.

Incuriosito lo apre e lo legge.  Tu non mi vedi ma io ci sono e vedo solo te.

Si guarda intorno, arrossisce, ma non vede nessuno. Poi se ne va e lascia la sciarpa lì.

Per molto tempo non trova più niente sulla sua panchina, ma non cambia posto, cerca, ma non trova.

Poi un giorno ad una festa di amici conosce una ragazza simpatica e carina, inizia ad uscire con lei, a frequentarla e a pensare di volerci passare sempre più tempo.

Era estate. La natura era nel pieno del suo rigoglio, le piante pesanti di foglie e frutti e il sole caldo da soffocare. Andrea e Sofia si vedevano ancora assiduamente e sempre di più da soli. Stavano bene insieme e uno amava la compagnia dell’altro. Ormai erano coppia fissa, sempre più loro, sempre meno con altri.

Era autunno e i colori della natura ballavano nella loro moltitudine colorando le giornate che si accorciavano. Il sole arrivava ma subito se ne andava e le foglie iniziavano a cadere dagli alberi e gli animali rallentavano i loro ritmi in preparazione dell’inverno, ma Andrea non scorgeva questi cambiamenti.

Lui era estate. Era colmo dei frutti dell’amore, era sazio del caldo della compagnia era pieno della vita che andava.

Era inverno. Le giornate non duravano e il sole non scaldava. Gli alberi nudi non erano più riparo per gli animali. Le persone si ritiravano dal freddo e dal grigio, ma ancora Andrea non scorgeva questi cambiamenti. Era riscaldato dentro e lui era estate.

Un giorno di primavera Sofia gli disse che lei non era felice e che con lui non stava più bene. Era primavera fuori e tutto stava rifiorendo e tornando alla vita, ma Andrea non scorgeva questi cambiamenti. Lui era inverno, sentiva il gelo e il buio che calavano.

Disallineati, ci troviamo sbandati, quando le nostre stagioni interiori non coincidono con quelle della natura, perché noi siamo natura, noi viviamo nel sole e  dormiamo nel buio. Solo il senso di adattamento che ognuno di noi ha innato, può aiutarci ad ambientarci a sistemarci nelle diverse stagioni della vita. Solo la capacità di comprendere che le stagioni cambiano e noi con loro ci può aiutare a superare la perdita delle foglie e la nudità cui si va incontro.

Tornando al parchetto e alla sua panchina, Andrea, la trova occupata. Sono due ragazzi e forse uno di loro porta quel cappello e quella sciarpa che lui aveva trovato  e allora Andrea pensa che anche libro forse era stato un messaggero di amore. E i due ragazzi si abbracciano e si tengono per mano e si parlano con gli occhi sorridenti. Stanno vivendo la loro estate. E allora, anche Andrea sorride, per la loro felicità.

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