FEBBRE DA FIENO – DA VEDERE
Che bello, proprio quello che volevo vedere. Una storia popolata di personaggi e del loro romanticismo di sogni e di bontà. Chi dice che un bel film deve essere cinico? Io lo dicevo, ma questo non lo è e mi è piaciuto!
Una Roma la più bella, come quella dal Gianicolo durante una giornata di sole, come quella dei tetti/terrazzi con i fiori e le verande di piante.
La ricchezza del passato nei ricordi del presente, la difficoltà di staccarsi dai propri sogni, la capacità di percorrerli fino in fondo e la forza di lasciarli andare quando si comprende che sono irraggiungibili.
La paura di amare per non essere feriti, la comprensione dei propri limiti e dei propri pregi.
L’ingenuità che svela le verità.
L’incapacità di vedere e la cecità del non voler vedere e su tutto la bontà e la delicatezza.
I quarantenni lo avrebbero definito vintage, di fatto è modernariato il mondo colorato del “twinkled”, attorno a cui si le vicende si dipanano e da cui traggono origine. Cosi, la bella Camilla, dai caldi fiori di lana, voce narrante con la erre moscia, un po’ stonante, rimette ordine nell’insieme di oggetti che approdano nel negozio e che portano con sé le storie delle persone che li hanno vissuti.
Credere nel sogno e volerlo rincorrere è il leit motiv del film, ma capire che non sempre i sogni possono essere realizzati è la morale. Scegliere la cosa importante, la più importante senza rimorsi e aprire gli occhi per non perdere quello che si avrebbe potuto avere.
Così sulle note di una bella colonna sonora che ha evocato in me Joni Mitchell, l’amore è a prima vista e intenso per Camilla, è struggente e accecante per Matteo, deluso una volta e mai realmente guarito. L’amore è per la vita per loro, Stefano e Patrizia che superano ostacoli insormontabili come i sogni distrutti di lui e le difficoltà economiche di un fallimento, insieme, che superano “la capacità di distruggere ogni piccolo entusiasmo” (parafrasando). L’amore è il nascondersi dietro una storia che si sa impossibile, per la paura di non essere respinta per Franki, è un bacio su un campo da basket senza toccarsi, solo le labbra, per paura del coinvolgimento. L’amore è la felicità per l’ingenuità di Gigio, che lo vede attraverso gli occhi della sorella.
La realtà, invece è che i sogni devono essere rincorsi per non avere il rimorso di non avere provato, ma è anche la capacità di sapere comprendere quando un sogno non è realizzabile e allora diventa la forza di saperlo lasciare andare e la capacità di guardare oltre e comprendere cosa di importante c’è intorno a noi, che supera i nostri sogni e diventa il sogno realizzato.
Il rischio è di rendersi conto troppo tardi e scoprire solo quello che si è perso.
Attenti alla febbre da fieno, andate a vederlo sereni e rilassati, altrimenti la febbre da fieno vi contagerà.