Andiamo a Sudare

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In mezzo alla giornata,  alla fine della mattina e prima che il pomeriggio inizi, si mangia; ma io oggi non vado in mensa. Vado in palestra. Sono agitata, sono tesa,  piena di adrenalina e così sparlo,  strafaccio e esagero. In tutto. Esondo.Mi devo calmare, devo scaricare e, come quando per non prendere una scossa si  scarica a terra attraverso le suole di gomma delle scarpe, così attraverso la fatica fisica e il sudore,  l 'eccesso di adrenalina viene espulso e quell' equilibrio, che continuava ad  oscillare incessantemente, senza trovare il punto in cui centrarsi, un po' si ricompone.La frenesia dell incastro degli impegni mi esagita  e mal sopporto la riunione che va qualche minuto, ma pochi, oltre l'orario. Nella paranoia degli impegni schedulati e nella lista delle cose da fare, perdo l'attenzione e  volo, con la testa, al tragitto che mi separa dalla palestra. Finisco, prendo la borsa, saluto e vado. Una volta si andava al ristorante o al bar, oggi si va in palestra. Io sono dell'esercito dei lavoratori che si tiene in forma e spezza la sedentarietà di una vita scandita da riunioni e conference calls? Io sono con loro. Andiamo a sudare. Scelgo l'armadietto e inizio a cambiarmi, chiedendomi cosa avrò dimenticato questa volta: il reggiseno sportivo, le calze o l asciugamano? E ringrazio di non aver dimenticato le cuffie, l'unica cosa realmente necessaria  per la palestra.Salgo e cerco il tapis roulant laterale, non davanti allo specchio - il mio lato B sarebbe riflesso per la durata intera del mio allenamento- ma non sotto al soppalco - dove non gira un filo d'aria.Inizio a doparmi, prima di accedere la macchina infernale e, dopo aver accuratamente omesso di inserire peso ed età, inizio l'allenamento a tempo; perchè sola la diminuione del tempo rimasto ti dà la forza di andare avanti.La musica è  letteralmente sparata a palla nelle mie orecchie e canto a squarciagola nella mia mente, ma con il solo labiale nella realtà, seguendo il ritmo della canzone e conciliandolo, sorprendentemente all'andamento del tappeto che scorre sotto di me.Il volume della musica è  alto, ammutolisce l'intorno; il ritmo è  incalzante, ma   scandito da una sincope ricorrente, su cui mi concentro per uniformare i movimenti alla testa. Così corpo e mente si rifondono e all'unisono, si muovono. E così il corpo che si stanca e la mente che si propaga, si allineano e io sudo, mi stanco, ma inaspettatamente, é   come se la chiave della mia carica fosse, con forza, riportata all'inizio del suo giro e, io mi sento di nuovo pronta e di nuovo canterei.E così vado a farmi la doccia felice, felice di essere andata in palestra, felice di avere superato  un limite, di avere raggiunto un obiettivo, felice di avere ascoltato la mia musica, felice di avere usato me per me!E così, drogata di endorfine, canticchio e mi asciugo i capelli, ma non ho il pettine,  mi guardo allo specchio, li muovo con le mani e ..... nello specchio, chiaramente riflessi li vedo.Smetto di cantare, mi avvicino e strizzo gli occhi, come quando si gira la ghiera dell'obiettivo, nella macchina fotografica, per mettere a fuoco e...sono lì, sono  enormi, sono 4 e sono vicini : 4 capelli bianchi troneggiano sulla mia testa, evidenti come nessun altro capello nella mia chioma!

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